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Visualizzazione dei post da Luglio, 2013

Lucidity by Delain

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Continuo sulla scia delle recensioni degli album con un gruppo simile ai Within Temptation, di cui ho parlato molto in passato. Oggi, infatti, recensisco Lucidity, l'album di debutto dei Delain, una band olandese fondata nel 2002 dall'ex-tastierista dei Within Temptation, Martijn Westerholt.
Sever: ★★★★☆ La musica originale di questo brano mi ha colpito fin dall'inizio e mi è subito piaciuta. Dopo appunto questa bella melodia, si ha una pausa di pochi secondi e poi inizia la parte cantata, cosa che ho sempre adorato nelle canzoni soprattutto di questo genere. Per un mio gusto personale non trovo molto originale la voce di Charlotte, tuttavia non si può dire che non sia brava. Ritornando alla canzone, non apprezzo molto questa sorta di effetto "eco" sulla voce della cantante, ma in generale il brano è piacevole all'ascolto e molto particolare, bella soprattutto la parte strumentale, molto suggestiva e che crea un'atmosfera degna del symphonic metal. Anche …

Uomini soli by Pooh

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Ritorno alla musica italiana con questa nuova recensione di un album, stavolta di una band, cioè i Pooh. L'album in questione è Uomini soli che contiene l'omonimo canzone a cui i Pooh devono la vittoria al Festival di Sanremo del 1990.
Uomini soli: ★★★★★♫ L'album viene subito aperto con il singolo. Recensire questa canzone è veramente difficile, perché penso sia ineffabile, ma ci proverò. Partendo dal testo, posso dire che si tratta di pura poesia, il significato è magnifico, la canzone è toccante, vera, intensa, a tratti malinconica soprattutto nella fine, ma troppo bella per poter essere definita solo "triste". La musica mi è sempre piaciuta moltissimo, soprattutto la parte iniziale che viene ripresa e "chiusa" alla fine. Le voci di tutti i Pooh unite in un unico capolavoro che oserei definire una delle più belle canzoni italiane di sempre.
Napoli per noi: ★★★☆☆ Imparagonabile al brano precedente per profondità ed intensità, si tratta comunque di una …

Le notti bianche by Fedor M. Dostoevskij

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Oggi mi cimento nella recensione di un libro che ho letto diversi mesi fa e che ha inaugurato la maratona "Dostoevskij" che ho deciso di intraprendere, si tratta di uno dei pochi brevi romanzi dell'autore, cioè Le notti bianche.
Il libro narra di un Sognatore ed è proprio con la descrizione di questo suo mondo che si apre la storia, raccontata dallo stesso protagonista. Egli appunto si definisce un Sognatore, che conosce tutta Pietroburgo ma non conosce nessuno che vi abiti, per tutti è infatti un estraneo, egli è perso nel suo mondo, smarrito nelle sue fantasie e niente sembra poterlo riportare alla realtà. Ad interrompere questa sua quotidianità per niente ordinaria, però, giunge una donna di nome Nasten'ka, per un breve attimo egli infatti conosce l'amore grazie a lei, ma una sua lettera che gli annuncia le sue nozze riporterà il protagonista alla realtà.
Nella prefazione del libro, fra le altre cose, vi è una confronto molto interessante fra i due personaggi…

Il cigno nero

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Era da molto che non aggiornavo quest'etichetta del blog, quindi oggi ho deciso per così dire di "sfogarmi" esprimendo le mie opinioni su un film che, premetto subito, a mio avviso non merita tutte le critiche positive ed i riconoscimenti che ha ricevuto.
Innanzitutto, come sempre, parto dalla trama. Se quest'ultima si cerca su internet, si trovano cose del genere:"tratta di una rivalità fra due ballerine", ecco, mi permetto di dissentire con molte pagine web per questa definizione, perché per me questo film non ha neanche davvero una trama. In teoria, la storia dovrebbe essere quella di una ballerina ossessionata dalla perfezione, che finalmente ottiene un ruolo importante in una produzione, ma durante le prove sarà tormentata da vari sentimenti, una cotta per il produttore e, infine, un rapporto strano con un'altra ballerina. Tutto questo potrebbe far pensare ad un film banale, eppure non è così. Perché tutto film è caratterizzato da disturbanti (e de…

Slippery When Wet by Bon Jovi

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Visto che sono stati di recente in tour in Italia e che ultimamente li ho ascoltati molto, ho pensato di recensire un album dei Bon Jovi. Per essere precisi, si tratta del terzo album di questo gruppo: si chiama Slippery When Wet ed attualmente è il 14º disco più venduto di tutti i tempi. Premetto che era da moltissimo che non lo riascoltavo per intero e che mi ha fatto davvero piacere riscoprirlo.
Let It Rock: ★★★★☆ Questa canzone è una sorta di climax, perché all'inizio troviamo una musica a parer mio stupenda, poi silenzio e così per ben due volte; tastiera e chitarra finché non arriva il vero inizio della canzone, se si può chiamare così, in cui essa rivela tutta la sua originalità. Il pezzo forte è senza dubbio l'assolo che racchiude in sé tutta la carica del brano. Nel complesso mi piace molto, soprattutto per la chitarra, trasmette una grande energia e comunque è sicuramente adatta ad un'amante del genere come me.
You Give Love a Bad Name: ★★★★★ Ho sempre adorato que…